Milano, mostra della Fondazione Arnaldo Pomodoro

arnaldo pomodoroDal 29 settembre al 9 marzo prossimo, negli spazi di via Solari a Milano, verranno messe in vetrina 120 tra sculture, pitture, disegni, in parte opere di Arnaldo Pomodoro, in parte lavori di altri artisti che appartengono alla sua raccolta.

Il percorso espositivo si svilupperà documentando le due anime della collezione, per condurre il visitatore lungo l’evoluzione stilistica del celebre maestro, che viene testimoniata in tutti i suoi passaggi più significativi: dal periodo delle prime suggestioni che gli provenivano dalla conoscenza con Lucio Fontana, alla lettura di Picasso, Paul Klee, Alberto Giacometti, Constantin Brancusi; dalla musica di Igor Stravinskij alla poesia beat, da Gregory Corso ad Allen Ginsberg e Frank o’ Hara.

Oltre alla scultura, dunque, si apre tra il 1949 e gli anni Sessanta un ventaglio di influenze alimentato dai frequenti viaggi negli Stati Uniti, dove l’artista ottiene anche prestigiose cattedre di insegnamento e attenzioni critiche di rilievo come quella di Sam Hunter. La mostra si aprirà con le prime superfici graffiate, figlie di una sensibilità informale e pittorica, che lo condussero fino alla sua prima Biennale di Venezia (1956); proseguirà con gli anni in cui Pomodoro affrontò il volume geometrico e il suo disporsi a tutto tondo, complici anche la colonna realizzata per la mostra di Spoleto (1962) e l’invito alla Biennale del 1964 dove vinse il premio per la Scultura.

Si passerà, quindi, al suo tipico linguaggio plastico, con i volumi erosi da una carie interna eppure ancora testimoni di una pienezza passata, con ritmi sincopati della forma e mutamenti improvvisi nel trattamento della luce. Le opere saranno divise in sezioni: quelle fondanti degli esordi, anzitutto; i bozzetti più rappresentativi di quelle commissionate nel mondo, per sedi quali il Palazzo dell’Onu a New York, le università, le ambasciate, gli ospedali.

Tutti questi grandi bozzetti saranno accompagnati da immagini ferme o in movimento che le ritraggono nel loro contesto attuale. I nuclei faranno parte della collezione permanente della Fondazione Arnaldo Pomodoro e rappresenteranno il cuore della mostra a lui dedicata, sotto le cure di Angela Vettese e Giorgio Verzotti.

Via | Arte.go.it

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