Gioielli d'Autore. Padova e la Scuola dell'oro

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È ammirata in tutto il mondo come “La Scuola orafa di Padova” o “Padua’s Gold School” e finalmente una grande esposizione ne consolida e rende pubblico l'immenso valore.

Niente a che vedere con il gioiello industriale o seriale: ciò che i grandi “Maestri di Padova” creano da oltre cinquant’anni sono pezzi unici, gioielli-scultura destinati certo all’esibizione ma anche al collezionismo. Non a caso, come ogni vera forma d’arte, molte di queste meraviglie sono già patrimonio di decine di musei in tutto il mondo.

“Gioielli d’Autore. Padova e la Scuola dell’oro” aprirà i battenti il 4 aprile nella sede espositiva più prestigiosa della Città, il Salone del medievale Palazzo della Ragione. Promossa dal Comune e dalla Provincia di Padova con la Soprintendenza al Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico, la mostra – così come il ricco catalogo Allemandi – è curata da Mirella Cisotto Nalon e Annamaria Spiazzi. L’esposizione nasce come itinerante e, dopo Padova, verrà proposta in numerose sedi museali italiane e straniere.

La “Scuola orafa di Padova” rappresenta un fenomeno unico in Europa, una originalissima esperienza scaturita dall’affermarsi di spiccate individualità che si riconoscevano in uno stile anticommerciale e antidecorativo basato sulla purezza delle forme, la misura della materia, l’equilibrio delle proporzioni e una tenace sperimentazione di nuove tecniche e materiali.

La scintilla originaria che ha dato vita a questa Scuola è scaturita dalla mente e dall’abilità tecnica di Mario Pinton, colui che ha saputo condurre il sapere artigiano alle soglie dell’universo artistico. Già agli inizi degli anni cinquanta egli pervenne alla concezione del gioiello quale opera d’arte, prodotto di un pensiero, di un’idea, di un progetto, alla stessa stregua di un dipinto o di una scultura di pregio.

In occasione della mostra, a rappresentare questa Scuola sono stati chiamati diciotto autori, scelti tra le maggiori personalità artistiche nel campo della gioielleria contemporanea di ricerca; autori che, accomunati per gran parte dalla stessa formazione o docenza presso l’Istituto Statale d’Arte “P. Selvatico”, pur nella differenziazione di stile e di personale ricerca, hanno saputo diventare punti di riferimento internazionali, ottenendo in tutto il mondo, grazie alla loro genialità creativa e alla più avanzata sperimentazione, importanti premi e riconoscimenti.

Un centinaio di vetrine espositive accoglierà più di 500 pezzi, di cui molti inediti, gioielli-scultura creati dagli anni cinquanta del Novecento ad oggi.

L’esposizione rappresenta il punto di arrivo di una serie di mostre e momenti di approfondimento che, a Padova, hanno indagato, per oltre un decennio, le grandi personalità e i movimenti del gioiello internazionale.

Per questo si è privilegiato un criterio espositivo di carattere storico, attraverso il quale viene ricostruito il percorso creativo dei tre grandi Maestri padovani Mario Pinton, Francesco Pavan, Giampaolo Babetto e dei loro allievi, divenuti a loro volta artisti di prestigio: Giorgio Cecchetto, Lucia Davanzo, Maria Rosa Franzin, Stefano Marchetti, Paolo Marcolongo, Paolo Maurizio, Barbara Paganin, Renzo Pasquale, Diego Piazza, Piergiuliano Reveane, Marco Rigovacca, Graziano Visintin, Alberta Vita, Annamaria Zanella, Alberto Zorzi.

Ogni opera esposta è un piccolo capolavoro di ingegno e creatività. L’oro dal colore caldo, l’argento duttile e dalle sfumature quasi lunari, metalli preziosi che vengono lavorati in maniere inedite, affiancati ad altri, meno convenzionali, quali l’acciaio forte e deciso, il titanio iridescente, il rame caldo e morbido, il ferro severo dalle tonalità brunite.

Le trasparenze di pietre, spesso non preziose, assieme a vetri, legni, resine, smalti, terre e pigmenti, abilmente trattati, fanno esplodere, nei tempi più recenti, l’entusiasmo del colore, per molti anni trattenuto o risolto sobriamente con l’attento accostamento di metalli diversi, o giocando tra oro e legno, o ancora utilizzando il niello, riscoperto, dopo secoli, proprio da questi maestri.

Ai metalli nobili, spesso trattati in splendide textures, vengono poi aggiunti plastiche, resine, stoffe e tessuti, materiali “poveri”, ma scelti e utilizzati con equilibrio, sotto la regia di misurate composizioni, dove regna il senso del ritmo e dell’armonia, dove il vero elemento prezioso è la creatività, l’interpretazione, il concetto, il vissuto, l’emozione e la fantasia.

Attraverso i testi critici e un il completo apparato fotografico, il catalogo documenterà per la prima volta in maniera esaustiva il percorso creativo di questi artisti e contestualizzerà questo fenomeno nell’ambito dei movimenti artistici italiani ed europei.

L’obiettivo è quello di ordinare e raccogliere, sia dal punto di vista cronologico che critico, le opere e la relativa documentazione, attualmente disperse tra collezioni pubbliche e private e in alcuni casi affidate alla sola memoria dei protagonisti.

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